Kolovrat

Come fosse un pellegrinaggio quest’anno è d’obbligo una capatina sul Kolovrat visto che cade il centenario della tristemente famosa disfatta di Caporetto e dell’altrettanto famosa avanzata di Rommel e delle sue truppe a partire da questo sbarramento naturale sulla pianura dell’Isonzo considerato all’epoca inespugnabile, poi si sa come andò a finire. E’ un giretto corto, partendo da Drenchia, ma di grande interesse storico, un po’ di cultura non fa male, molto panoramico e anche divertente nelle corte giornate invernali, se c’è neve ancora meglio giusto per slaidare allegramente un po’ a destra e un po’ a sinistra. Il Sentiero della Pace che corre sul piatto crinale di domenica è piuttosto frequentato quindi meglio andarci via per la settimana, da evitare anche il troj che dal bivavcco Zanusso torna a Passo Solarie, un sentiero che vorrebbe essere una discesa ma che discesa non è, decisamente meglio quello che scende senza esitazioni alle case di Drenchia.

Non sempre giro corto vuol dire scarso, portatevi un tele decente e perdete un quarto d’ora a fare foto che la vista sul Krn vale da sola il biglietto.

761

749, 747 e 761, la terna magica, quasi quasi li gioco al lotto. L’avevo fatto anni fa salendo al monte S. Martino e poi continuando fino a Clastra in un’ignobile giornata autunnale, una di quelle che hai solo voglia di finire il giro e tornartene a casa e non mi aveva per niente impressionato con tutti quei saliscendi e il viscidume in abbondanza, e invece eccolo qua dopo una modesta ma quanto mai provvidenziale nevicata che si presenta in tutto il suo splendore, anche, diciamolo, dal punto di vista fotografico che se no è tutto un inguardabile marrone e verde scuro. Il 761 segue in pratica la dorsale che sta nel mezzo tra quella del Matajur dove passa il sentiero 749 e quella del Colovrat percorsa dal sentiero 747, e gennaio con le sue giornate fredde e terse è forse il mese più adatto per girarci se c’è la neve giusta, non troppa ma neanche troppo poca: in tutto sono 12 km di sentiero se si parte da Topolò, si sale alla Bocchetta omonima, tabella d’inizio del vero e proprio 761, e si proseguesempre con bel sentiero fattibile anche se innevato in cima al monte S. Martino. Da qui la discesa a Clastra, con brevi saliscendi mai proibitivi, è lunga circa 9 km su troj bello e piuttosto facile (astenersi vertriders e freeriders, please) e per chi ha premura ci sono diverse possibilità di varianti più brevi senza doversi sobbarcarsi la salita bici a mano da Topolò, ma poi in fondo che saranno mai 450 metri di camminata, un’oretta a piedi in mezzo ai boschi fa solo che bene.

Se a qualcuno tra quei pochi che leggono qui verrà in mente di passare da quelle parti e vedrà i segni delle High Roller 2,35” sulla poca neve rimasta, beh, sì, sono tutti lasciati dal sottoscritto, i segni di tutti i miei passaggi avanti e indre’ a cercare lo shooting perfetto, cosa non si fa per girare un video decente.

 

 

Sentiero 747 Seconda Parte

Tra i vari acciacchi dell’età oltre ai soliti mal di schiena e ginocchia consumate è sicuramente da aggiungere la sindrome da cross country, in inglese XCS ;), quella che ti viene quando non hai nessuna voglia di affrontare una salita lunga metà giornata per poi scendere su sentiero tecnico sfatto e con quella voglia di birra che baratteresti la tua full per una cassa di Lasko. Il rimedio è semplice, un bel giro in saliscendi anche lungo ma con le salite così brevi che appena inizi a patire la fatica ecco che il sentiero spiana e c’hai la discesetta che ti rinfranca e ti mette allegria. D’inverno poi un giro così è quasi d’obbligo e il sentiero 747 è perfetto in questo senso, in totale sono 20,5 km per 1150 metri di dislivello ma il bello è che essendo parallelo alla strada asfaltata si può interrompere quando si vuole, meglio sarebbe comunque piazzare due auto, una all’inizio e una alla fine, per evitare il bitume e girare quasi solo su single tracks e mulattiere. Sabato l’ho completato con l’arrivo in salita a Castelmonte dopo una stupenda discesa a Marcolino che è quasi il premio finale per il biker che si avventura su questo itinerario troppo figo per lasciarlo agli hiker.

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L’altimetria del 747, abbastanza minacciosa la piramide del Cum
Monte San Giovanni
Monte San Giovanni

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La chiesetta in cima
La chiesetta in cima

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Il sentiero è sempre ben segnalato
Il sentiero è sempre ben segnalato

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I cavalli neanche ti considerano

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Dopo tanto bosco c’è anche il pratone

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La bella discesa verso Marcolino

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Il bello dura sempre poco
Il divertimento dura sempre troppo poco
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Mulattiera lastricata veloce

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Svolta a 180° per Castelmonte
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Lassù a sinistra è la nostra meta
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Sentiero pedalabile in falsopiano
L’arrivo in salita fa un po’ strano
L’arrivo in salita fa un po’ strano
La Yeti e il Nero
La Yeti e il Nero
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La cresta nord occidentale del Krn al tramonto
In auto sulla via di casa con la musica a manetta
In auto sulla via di casa con ”Black And Blue” nell’autoradio a palla

Winter Bike Is Coming

Se l’estate vuol dire lunghi epici giri alpini la bici d’inviar è la versione domestica, quote basse con salite brevi e discese ancora più brevi, le poche ore di luce stabiliscono nuove regole del tipo niente o quasi riprese video ma la vecchia cara macchina fotografica per le foto al volo, nello zaino il mini thermos e due barrette che tanto la sosta in cima sarà breve. Parlare di cima poi non ha senso visto che spesso i percorsi sono in saliscendi e considerata la densità di sentieri segnalati e non, la difficoltà specifica sta nell’indovinare l’itinerario migliore fra i tanti possibili, forse è questo che rende la cosa divertente.

Il sentiero 747 da Clabuzzaro a Castelmonte fa parte del famoso Sentiero Italia ed è un percorso parallelo alla strada asfaltata che corre sul crinale fra la valle dello Iudrio e la valle del Cosizza ad una quota che rimane sempre fra i 600 e 700 metri, perfetto per i mesi invernali. Dal sopralluogo fatto ieri dopo anni che non passavo di qua l’ho trovato ben segnalato e evidentemente molto frequentato, anche dai cacciatori, e parecchio divertente nei saliscendi sempre ben pedalabili ad esclusione dell’ultimo tratto prima di Castemonte quando il sentiero perde 200 metri di quota per poi risalire su mulattiera sassosa al santuario, qua ci vorrebbe una Stereo Hybrid e allora sì che ci si divertirebbe anche sui troj scassati in salita ;). Naturalmente il 747 essendo una classica traversata per un biker rappresenta solo la parte centrale di un giro consono, bisogna solo inventarsi un prima, la salita in quota, e un dopo, la ridiscesa a fondo valle, ma è un itinerario che si presta ad infinite varianti più o meno lunghe. Short version per le giornate corte: partenza da Bodigoi dopo Prepotto da dove si segue per svariati km la bella stradina che costeggia il torrente Iudrio fino a Molino Vecchio, in salita a Codromaz passando poi per Berda e Covacevizza fino alla strada di Castelmonte. A sinistra della strada il sentiero è evidentissimo e impossibile da perdere, si continua nel bosco e per belle radure fino alla chiesetta di San Nicolò dove si deve spingere brevemente la bici in salita per guadagnare la cimetta omonima. Si continua con bel percorso nice and easy fino ad una stradina cementata in prossimità di una fattoria, qui conviene girare a destra e seguire l’asfalto fino a Castemonte per andare a prendere la sterrata che scende alla chiesetta dei Tre Re, segnavia 748. Dalla chiesetta siamo di nuovo su sentiero, scavalcati gli alberi che vorrebbero impedirci di scendere con la mtb ( o forse sono per le moto? boh) e dopo un breve tratto ostico il troj torna bello e divertente, basta seguire il segnavia, sorpassare educatamente qualche maturo escursionista stile “sentieri natura” e siamo arrivati alla minuscola frazione di Fragielis con tanto di agriturismo vip. Bonus track: oltrepassate la case e una esse su asfalto dopo un’ampia curva a destra si intravede una traccia a sinistra, è una vecchia mulattiera segnata in nero sulla Tabacco ormai ridotta a sentierino che con divertenti passaggi carsici ci scodella a pochi metri dal centro di Bodigoi.

D’inverno è meglio.

Cosson
Cosson
Ponte Miscecco
Ponte Miscecco
Berda
Berda
16 km da Cividale
16 km per Cividale
Monte San Nicolò
Monte San Nicolò
Il Canin è il Canin
Il Canin è sempre il Canin
Nice and easy
Nice and easy
Tramonto sul Monte Nero
Tramonto sul Monte Nero
Lo spettacolo delle mulattiere lastricate
Lo spettacolo delle mulattiere lastricate

Su e giù per lo Joanaz

Secondo capitolo della serie “Su e giù per il <nome della montagna>” stavolta dedicato a questo piatto ma pittoresco cimotto delle Prelati Giulie che rappresenta la prima elevazione di 1000 metri sopra la pianura friulana, per noi udinesi è la prima “montagna” a portata di mano.

Ingredienti:

1) un inverno con pochissima neve, ideale per i single track della zona;

2) le limpide giornate di gennaio con luce fin quasi le 5;

3) 3 chili abbondanti di attrezzatura fotovideo lasciando a casa anche tanta roba;

4) una mtb adeguata con gomme serie come le Hairoller, non come quelle ciofeche di Hans Vapore o Meri Fangose;

5) tanto tempo per provare nuove inquadrature e nuove soluzioni, sconsigliato farsi accompagnare da xcrountristi o enduristi, anzi, sconsigliato farsi accompagnare proprio;

6) la musica dei Causa Sui in auto  nel viaggio di avvicinamento e soprattutto al ritorno, in modalità evvi rotascion.

Il risultato: