Craguenza Fun Bike

Non esistono montagnette stupide, dipende da come le si prende. Dopo aver passato due giorni nelle bolge pre-lockdown del Matajur e della Val Saisera con ai piedi strane appendici di legno il terzo giorno decido di ripigliare la fat bike e disintossicarmi dalla ressa spropositata dei giorni precedenti su questa cimetta molto meno alla moda che però a me piace assai, il Craguenza. Alto neanche 1000 metri, è una propaggine dello Joanaz a forma di schiena d’asino e d’inverno ha neve solo sulla cima fin poco sotto, quest’anno un po’ di più ed è perfetta per la fat bike, oggi era pistata il giusto, si era in cinque in tutto e soprattutto niente escrementi canini ogni dieci metri di sentiero. In cima panorama a 360 gradi, sole, neve, single track innevato battuto a regola d’arte dalle moto, cosa volere di più.

Dèi Romani

A Cercivento non hanno motoslitte. Sono un fatbiker dentro, pancetta da birra compresa, e rimango deluso quando vedo che dopo un’abbondante nevicata la prima spettacolare domenica di sole salgo sui monti e non trovo una che sia una stradina battuta da una motoslitta per salirci a piedi, sci di fondo, ciaspole o fatbike, anche nel Minnesota ce le hanno senza avere una sola montagna. Già, da noi per sport invernali si intende lo sci da discesa o al massimo lo sci di fondo, per tutti gli altri va molto la domenica portare il cane sulla neve rimanendo con attenzione a distanza ravvicinata dal mega suv parcheggiato a bordo strada, sia mai che ci si freddino i piedi. Questa mattina stavo salendo tutto contento la strada asfaltata del Tenchia godendomi il sole e la vista sul Dauda e Tamai imbiancati quando a 800 metri le mie speranze di farmi il “154” svaniscono di colpo, auto parcheggiate e strada a seguire ingombra di neve. Non potevo rassegnarmi così, alla mezza giu’ a Cercivento con tante ore di luce ancora e più di metà batteria. Il piano B della giornata è la Strada Romana da Cleulis a Cercivento, l’antica via lastricata che altro non è che il gran finale della classica discesa dallo Zoufplan. Salgo a Paluzza, alla frazione Laipacco giro a sinistra e dopo una breve ma ripida salita arrivo agli stavoli Raut a 1002 metri dove dovrebbe iniziare la vera e propria discesa e vedo con preoccupazione che la mulattiera è intonsa, nessuna traccia di ciaspole né orme di scarponi, niente di niente e già prevedo un 180° di lì a poco. E invece gli Dèi Romani oggi mi sono benevoli, baricentro dietro la sella e la biga scende agevolmente senza affondare nella neve, troppo divertente. Così divertente da tornarci qualche giorno dopo, il meteo è meno favorevole per via delle nuvole basse e la neve si è un po’ diradata ma la mulattiera lastricata è sempre super, duemila anni e non li dimostra.

2 Laipacco from Monoman on Vimeo.

 

 

Su e giù per il Matajur

Un inverno quello che sta per finire passato a girare in lungo e in largo la montagna dei pigri, quella che arrivi con un’ora di auto anche al pomeriggio dopo il lavoro, il Matajur, insomma, una montagn(ett)a buona per tutte le stagioni… Seriamente, le Valli del Natisone d’inverno sono il massimo per chi è costretto a vivere in pianura e non ha tempo ne’ voglia di andarsi a cercare le Grandi Montagne, neanche fossero poi tanto diverse, qui i sentieri innevati sono sempre battuti dai ciaspolatori (grazie, eh) cosicchè ci puoi scendere in bici, e quando ci sono le condizioni ci scappa anche una mini sciata con vista sulla pianura e sul mare, per non parlare dei panorami sui monti della vicina Slovenia, Stol e Monte Nero in particolare. Armato di PanasonicLumix FZ1000 e GoPro 4 Black, treppiede, steadicam e ammennicoli vari che fanno tanto “Pro” mi sono divertito a battere i sentieri arcinoti dopo anni di bike e quello che che ne è uscito è questo filmato girato nello splendore del Quattro Kappa e poi ovviamente esportato per il web a 1080p, una cosa divertente e colorita diversa dai miei soliti video di una giornata.

Per vedere meglio il video clicca su vimeo in basso a destra.

Enjoy.

<p><a href=”https://vimeo.com/122639930″>Su e gi&ugrave; per il Matajur</a> from <a href=”https://vimeo.com/user414086″>Monoman</a&gt; on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a&gt;.</p>