Pasqua Rossa

Qualche anno, lasciandomi trasportare dalla passione per la sci-fi, mi ero divertito ad immaginare un futuro distopico in cui le bici erano gli unici mezzi di trasporto sulle strade abbandonate di un pianeta desolato, il post (apocalittico) si intitolava in modo neanche tanto originale “L’ultimo biker”, sempre stato un ballardiano fin dalla più tenera età. Non ci siamo ancora ma il Covid-19 di questi tempi ce ne ha dato quasi un assaggio, domeniche senza usare l’auto e partire da casa in bici fin dove si può, una bella sfida. E’ Pasqua, la prima domenica di bel tempo dopo tante settimane, siamo in lockdown, niente banchetti e bevute in compagnia e allora cosa c’è di meglio di un mega giro con l’ebike con la seconda batteria nello zaino? Scendere dalle scale del condominio già vestito da mtbiker con la bici a mano fa già specie, anche salire in sella nel parcheggio sotto casa è un po’ straniante per chi è abituato a muoversi con l’auto fin sotto le montagne, mi sembra di essere quel biker che ho visto anni fa una domenica mattina senza traffico in centro a Roma (ma andò’ vai?), dopo qualche pedalata tutto torna a posto, l’argine del Torre è un viavai di biciclette di foggia varia e a Savorgnano ho la spiacevole sensazione della gomma posteriore che si sgonfia lentamente, lattice troppo secco probabilmente. Mentre sceso dalla bici guardo sconsolato la Vigilante da 2,8″ afflosciata si ferma un ciclista che mi presta la pompa e mi salva la domenica (grazie Paolo!), sì perché ovviamente avevo già finito le bombolette co2, tutto è bene quel che finisce bene. E così posso continuare, farmi in scioltezza in eco la salitona di Subit, arrivare sotto il Namlen e fare merenda sulle panchine del monte Zisilin, zona picnic del Gruppo ANA locale, presumo. Il sentiero per Nongruella è bello e asciutto, meno sporco di quello che ricordavo e una volta sceso nella valle di Torlano non mi resta che risalire al Passo di Monte Croce Non-Carnico e alla forestale della Motta che conosco bene perché era la mia pista d’allenamento preferita fino a dodici anni fa. I sentieri dei motars sono straordinariamente asciutti e molto invitanti nonostante i solchi, un perfetto mini bike park per i pomeriggi d’aprile. Arrivato a casa il Garmin, dice 57 km per 1200 metri di salita in 6 ore soste tecniche comprese, consumata una sola tacca su cinque della seconda batteria, forse i 100 km e 2000 metri di salita si possono fare, not bad.

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