Sentiero 747 Seconda Parte

Tra i vari acciacchi dell’età oltre ai soliti mal di schiena e ginocchia consumate è sicuramente da aggiungere la sindrome da cross country, in inglese XCS ;), quella che ti viene quando non hai nessuna voglia di affrontare una salita lunga metà giornata per poi scendere su sentiero tecnico sfatto e con quella voglia di birra che baratteresti la tua full per una cassa di Lasko. Il rimedio è semplice, un bel giro in saliscendi anche lungo ma con le salite così brevi che appena inizi a patire la fatica ecco che il sentiero spiana e c’hai la discesetta che ti rinfranca e ti mette allegria. D’inverno poi un giro così è quasi d’obbligo e il sentiero 747 è perfetto in questo senso, in totale sono 20,5 km per 1150 metri di dislivello ma il bello è che essendo parallelo alla strada asfaltata si può interrompere quando si vuole, meglio sarebbe comunque piazzare due auto, una all’inizio e una alla fine, per evitare il bitume e girare quasi solo su single tracks e mulattiere. Sabato l’ho completato con l’arrivo in salita a Castelmonte dopo una stupenda discesa a Marcolino che è quasi il premio finale per il biker che si avventura su questo itinerario troppo figo per lasciarlo agli hiker.

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L’altimetria del 747, abbastanza minacciosa la piramide del Cum
Monte San Giovanni
Monte San Giovanni

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La chiesetta in cima
La chiesetta in cima

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Il sentiero è sempre ben segnalato
Il sentiero è sempre ben segnalato

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I cavalli neanche ti considerano

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Dopo tanto bosco c’è anche il pratone

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La bella discesa verso Marcolino

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Il bello dura sempre poco
Il divertimento dura sempre troppo poco
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Mulattiera lastricata veloce

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Svolta a 180° per Castelmonte
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Lassù a sinistra è la nostra meta
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Sentiero pedalabile in falsopiano
L’arrivo in salita fa un po’ strano
L’arrivo in salita fa un po’ strano
La Yeti e il Nero
La Yeti e il Nero
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La cresta nord occidentale del Krn al tramonto
In auto sulla via di casa con la musica a manetta
In auto sulla via di casa con ”Black And Blue” nell’autoradio a palla

Sentiero 747

Provati anche i primi 15 km del Sentiero 747 dopo i quasi 4 km testati domenica scorsa: preso dall’inizio, tabella CAI appena fuori Clabuzzaro, ha il primo tratto un po’ sporco e piuttosto tortuoso e uno già pensa male, invece dopo la salita del monte Verh si comincia a ragionare e le cose tornano al loro posto, sentiero facile e bello alternato a mulattiere sempre pedalabili e comode forestali con solo qualche breve intermezzo asfaltato. L’unica salita ripidissima da fare a piedi è quella del Cum, 270 metri di dislivello con la parte finale sfiancante, ma ne vale la pena per la bella discesa in direzione Tribil di sopra. In cima c’è ancora la baracca dove pare si divertissero quelli della Gladio, e io che pensavo che “Stay Behind” fosse riferito al buttare il culo indietro in fuorisella nelle discese in mtb ;).

Per farlo tutto in giornata sarebbe utile piazzare un’auto alla partenza e una all’arrivo, dovrebbero essere 25-28 km e forse 1000 metri di dislivello nei vari saliscendi fino a Castelmonte, ottobre-novembre i mesi probabilmente più adatti. Dopo il mitico 749 del Matajur questo è un altro numero da tenere a mente.

Brina sui prati la mattina

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San Volfango
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Al monte Cum si sale a piedi

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Spingere!
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In cima c’e ancora la baracca-nascondiglio della Gladio
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Perfect troj

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Clinaz e il suo accogliente guardiano
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Discesa dal Fortin
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Il 747 piace anche ai motars
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Un’altra grande giornata di mtb portata a casa

Winter Bike Is Coming

Se l’estate vuol dire lunghi epici giri alpini la bici d’inviar è la versione domestica, quote basse con salite brevi e discese ancora più brevi, le poche ore di luce stabiliscono nuove regole del tipo niente o quasi riprese video ma la vecchia cara macchina fotografica per le foto al volo, nello zaino il mini thermos e due barrette che tanto la sosta in cima sarà breve. Parlare di cima poi non ha senso visto che spesso i percorsi sono in saliscendi e considerata la densità di sentieri segnalati e non, la difficoltà specifica sta nell’indovinare l’itinerario migliore fra i tanti possibili, forse è questo che rende la cosa divertente.

Il sentiero 747 da Clabuzzaro a Castelmonte fa parte del famoso Sentiero Italia ed è un percorso parallelo alla strada asfaltata che corre sul crinale fra la valle dello Iudrio e la valle del Cosizza ad una quota che rimane sempre fra i 600 e 700 metri, perfetto per i mesi invernali. Dal sopralluogo fatto ieri dopo anni che non passavo di qua l’ho trovato ben segnalato e evidentemente molto frequentato, anche dai cacciatori, e parecchio divertente nei saliscendi sempre ben pedalabili ad esclusione dell’ultimo tratto prima di Castemonte quando il sentiero perde 200 metri di quota per poi risalire su mulattiera sassosa al santuario, qua ci vorrebbe una Stereo Hybrid e allora sì che ci si divertirebbe anche sui troj scassati in salita ;). Naturalmente il 747 essendo una classica traversata per un biker rappresenta solo la parte centrale di un giro consono, bisogna solo inventarsi un prima, la salita in quota, e un dopo, la ridiscesa a fondo valle, ma è un itinerario che si presta ad infinite varianti più o meno lunghe. Short version per le giornate corte: partenza da Bodigoi dopo Prepotto da dove si segue per svariati km la bella stradina che costeggia il torrente Iudrio fino a Molino Vecchio, in salita a Codromaz passando poi per Berda e Covacevizza fino alla strada di Castelmonte. A sinistra della strada il sentiero è evidentissimo e impossibile da perdere, si continua nel bosco e per belle radure fino alla chiesetta di San Nicolò dove si deve spingere brevemente la bici in salita per guadagnare la cimetta omonima. Si continua con bel percorso nice and easy fino ad una stradina cementata in prossimità di una fattoria, qui conviene girare a destra e seguire l’asfalto fino a Castemonte per andare a prendere la sterrata che scende alla chiesetta dei Tre Re, segnavia 748. Dalla chiesetta siamo di nuovo su sentiero, scavalcati gli alberi che vorrebbero impedirci di scendere con la mtb ( o forse sono per le moto? boh) e dopo un breve tratto ostico il troj torna bello e divertente, basta seguire il segnavia, sorpassare educatamente qualche maturo escursionista stile “sentieri natura” e siamo arrivati alla minuscola frazione di Fragielis con tanto di agriturismo vip. Bonus track: oltrepassate la case e una esse su asfalto dopo un’ampia curva a destra si intravede una traccia a sinistra, è una vecchia mulattiera segnata in nero sulla Tabacco ormai ridotta a sentierino che con divertenti passaggi carsici ci scodella a pochi metri dal centro di Bodigoi.

D’inverno è meglio.

Cosson
Cosson
Ponte Miscecco
Ponte Miscecco
Berda
Berda
16 km da Cividale
16 km per Cividale
Monte San Nicolò
Monte San Nicolò
Il Canin è il Canin
Il Canin è sempre il Canin
Nice and easy
Nice and easy
Tramonto sul Monte Nero
Tramonto sul Monte Nero
Lo spettacolo delle mulattiere lastricate
Lo spettacolo delle mulattiere lastricate

Kanalski Kolovrat

Il Kanalski Kolovrat è la dorsale del Colovrat in terra slovena che da Passo Solarie scende dolcemente verso il Collio goriziano: la strada, asfaltata al 90%, che ne percorre il crinale boscoso, con un bel percorso panoramico su entrambi i versanti, parte da Neblo, appena al di là del confine di Vencò, e attraversa cinque o sei paesi in tutto, Nozno, Lig, Kambresko i principali, dei quali Lig è il più importante, grazie anche al monastero di Marijno Celje, il corrispettivo sloveno di Castelmonte. E proprio Castelmonte è situata sulla dorsale tra lo Judrio e l’Erbezzo che da Drenchia scende a Cividale, percorsa anche questa da una bella strada asfaltata che rappresenta l’ideale continuazione della precedente, ed è la perfetta quadratura del cerchio, un anello di 75 km per un dislivello di quasi 1400metri, una gita autunnale da manuale, panoramica e non troppo impegnativa, da godersi con andatura rilassata da fine stagione. Partendo da Prepotto il rientro più consigliabile è la discesa da Castelmonte a San Pietro di Chiazzacco e Albana.
I pochi km di strada bianca prima di Passo Solarie non devono spaventare: il fondo è quasi sempre compatto e fattibile con la bdc, salvo evitare le Volvo e Bmw dei domenicali sloveni (sì, ci sono anche quelli!) che non rallentano e ti fanno andare sul ghiaino, ma la cosa è sopportabilissima, visto che in tutto il percorso il traffico complessivo è veramente scarso. Anche i punti di appoggio enogastronomici sono qui abbastanza rari, è un vero peccato per il bel rifugetto del Korada che rimane troppo fuori rotta, mentre l’agriturismo di Passo Solarie sembra più un ristorante cittadino con annesso parco giochi per bambini: meno male che subito dopo c’è l’Osteria San Volfango, a San Volfango appunto, con ottima cucina casalinga a tutte le ore, una rarità in Friuli.

 

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