Uno dei miei primi post di questo blog era centrato su questa superclassica del Comelico, oggi a distanza di sedici anni ho ripetuto questa bella gita con la fat bike dopo la fatale dipartita della gloriosa Decoy, per rottura del motore Shimano, e il conseguente ritorno alla front suspended sui single track un po’ scassati devo dire è sempre abbastanza traumatico, alle botte nel culo non mi ci abituerò mai.
Salita per me del tutto nuova partendo non più dalla Val Digon come faccio di solito ma da Pàdola, Rifugio Lunelli, Col dei Colesei, Passo Monte Croce Comelico, Casera Rinfreddo e Sella del Quaternà per scendere finalmente la lunga cresta erbosa della Spina. Parecchio divertente la scenetta di me che arrivato al mega parcheggio del Lunelli (c’ero stato in auto più di vent’anni fa. e mi ricordavo di un piccolo rifugio isolato nel bosco…) chiedo a un ragazzo che sta tagliando l’erba dove sia la strada per il Rifugio Lunelli (invece di chiedere la strada per il Col dei Colesei) e lui mi guarda divertito e mi indica la sterrata alla sua sinistra, quella che in 100 metri porta al rifugio, ecchecazzo. L’ho sempre pensato che alzarsi alle 5:30 porta degli scompensi, poi ci metti 1 ora e 40′ di guida, trovare un parcheggio decente e iniziare a pedalare ancora assonnati è uscire di tanto dalla propria comfort zone.
Condizioni meteo della giornata veramente particolari con la solita foschia mattutina molto peggiorata dalle particelle di sabbia sahariana arrivate fin sulle Alpi e la luce lattigginosa che ne deriva è terribile per le riprese video, meno male che a mezzogiorno il sole alto ridà un po’ di colore al paesaggio, sennò cosa sono venuto a fare fin qua?