Ripetizione della Strada degli Ulivi fatta nel 2014, con qualche annetto in più e la fat bike elettrica che a pedalare sulle sterrate sotto il sole dell’Istria a maggio preferisco di gran lunga a quella analogica con buona pace dei miei due compagni di avventura , Stefano e Manuela, molto devoti di quella religione convinta che l’ebike sia peccato.
L’Istria a maggio è comunque spettacolare, verdissima e fiorita non somiglia per niente a quella che ricordavo di settembre e con i primi caldi molto frequentata da cicloturusti da tutta Europa, si passa dalle città turistiche alle località balneari che calamita i giovanissimi sprovvisti di bici per arrivare alle lande interne selvagge quanto basta, un piccolo compendio dell’universo, come mèta di un giro in mtb è il massimo, se penso alla noiosa Via degli Dei da Bologna a Firenze mi viene da piangere, al confronto qui siamo nell’Eden.
Le tappe. Primo giorno: partenza da Muggia e risaliti a Prebenico da dove inizia il percorso originale della Strada degli Ulivi ideata da Paolo Rumiz nel 2011. Con percorso vario su stradine asfaltate e sterrate a Podpec dove si scende dal ciglione carsico nella valle di Hrastovlje, su in salita a Kubed a prendere la strada asfaltata che porta al confine con la Croazia evitando per risparmiare fatica il percorso originale sulla dorsale del Gradeč in alto a sinistra. Passato il confine bella discesa veloce su asfalto fino a prendere sulla destra un’incerta traccia nell’erba molto divertente che porta a una piacevole stradina su bitume che attraversa ameni villaggi, che poi è la regola di questa traversata istriana, fino a congiungersi con la trafficata D44 che porta a Montona. Causa interruzione per lavori la deviazione per Livade che volevamo fare per evitare il traffico non è il massimo per pedalare in tranquillità ma il disagio dura poco e arriviamo a Livade da dove con un blitz veloce saliamo a Montona/Motovun giusto per due foto perchè si è fatto tardi e ci aspetta l’agritursmo da Toni a Brkač per una cena a orari da casa di ricovero causa impegni del titolare per la mattina seguente, auguri Bruno! Alle 6 e mezza di sera siamo praticamente già a tavola a goderci le tagliatelle al tartufo, ombolo con patate e Ozuisko a volontà.
Secondo giorno: variante iniziale al giro di Rumiz un breve tratto della Parenzana per poi continuare verso Novaki Motovunski, Škropeti, Levaki, Muntrilj e Tinjan. Qui decidiamo, causa probabilissimo fango sul fondovalle, di seguire la strada asfaltata per Kringa, famigerata località legata alle leggende sui vampiri dove ovviamente non sostiamo più di tanto e proseguiamo verso Kanfanar sotto qualche goccia innocua di pioggia meravigliandoci non poco sulla quantità di villette con piscina di recente costruzione, la dimostrazione lampante che esseri in vita da centinaia di anni sanno come trattarsi bene. Il pomeriggio di nuovo al sole dopo il nuvolo di mezzogiorno ci vede pedalare allegramente in leggera discesa verso l’Adriatico, i kilometri scorrono veloci fino a Perj e Fazana dove alloggeremo in appartamento rimediato last minute su booking, arrivati sul posto il figlio della proprietaria cade dalle nuvole, ma noi conosciamo il trucco, con i croati, che ci piacciono per questo, la prima risposta è sempre “no, non so”, poi nel giro di tre minuti l’attegiamento cambia e si passa al “tutto ok”, “no problem”, strette di mano calorose e siamo già diventati i miglior loro amici, troppo divertente.
Terzo giorno: in realtà volevamo passare una notte a Premantura come fatto tante altre volte, ma per alleggerire la quarta tappa che sarebbe stata di 80km, dopo Pola decidiamo di arrivare alla punta meridionale della penisola di Kameniak per poi risalire nel pomeriggio almeno una ventina di km, alla fine si è rivelata la scelta migliore. immancabile la visita al mitico Safari Bar abbastanza ammodernato dopo l’ultima visita del 2014, incredibile la presenza di un bancomat (!) fra i canneti del bar, quella foto lì vale il prezzo del biglietto.
Quarto giorno: dopo una cena pantagruelica a Peroj e la notte nel migliore appartamento possibile riprendiamo le bici in direzione Parenzo dove ci aspetta alle 18 il bus gratuito che ci riporterà a Trieste, un eccellente servizio transfronaliero per i cicloturisti della Parenzana. Ad eccezione della statale per il Lemski Kanal è tutta una serie di stradine asfaltate poco trafficate in saliscendi nei verdi boschi istriani di maggio, quando bici è sinonimo di relax. Un’immersione nel bailamme turistico di Parenzo portando spesso la bici a mano, anche in mezzo ad un matrimonio, e viene l’ora di prendere la via di casa comodamente seduti nell’ultima fila della corriera unici friulani in mezzo ai triestini reduci dalla Parenzana, di stranieri neanche parlare.
Arrivederci Istria, alla prossima.