Front is back

Il fall out del giro in Dalmazia fa ancora il suo effetto se la domenica mattina, sceso in garage, la mia preferenza va alla front per una gita facile e panoramica, lunga abbastanza da riempire tutta la giornata, soste fotografiche comprese. L’idea di ripetere una straclassica degli anni ’90, trasformata oggi in escursione per SUV vista l’asfaltatura abbondante e sconsiderata, sto parlando della traversata di Sella Bieliga da Pietratagliata alla Val Dogna, mi era venuta qualche tempo fa da una foto vista addirittura su Pinbike, la bibbia del freeride ammerigano: una foto scattata a Whistler Mountain mi ricordava stranamente i prati in veste autunnale sopra Sella Bieliga, quasi che, girando il mondo, ti possa capitare di trovare posti simili a quelli che hai dietro casa. Forse è solo una questione d’immaginazione, resta il fatto che il potere evocativo della fotografia è indiscusso e può capitare di fare lo zaino e intraprendere un viaggio solo per vedere determinati luoghi visti in foto.

La traversata di Sella Bieliga, priva di qualsiasi difficoltà tecnica, richiede comunque un certo impegno fisico vista la ripidezza della salita e la lunghezza complessiva di 32 km per 1200 metri di dislivello, è consigliabile nelle limpide giornate di inizio autunno per poter ammirare il Montasio dalla migliore visuale possibile, e con la front la discesa è anche divertente, compreso il lungo tratto asfaltato della Val Dogna a traffico zero. Una domenica rilassante all’insegna del downgrade totale, perché, alla fin fine, I don’t like complications, the same in mountainbiking.

😉

Effetto Larsen

Dopo due giorni di parainfluenza intestinale ho voglia di fare una bella sudata per rimettere in circolo un po’ di endorfine, sono fiacco, le previsioni meteo dicono cielo grigio e così provo a pensare ad un posto culo, uno di quelli preferiti dagli amanti dell’orrido: la Bocchetta di Zaiavor sembra perfetta per il mio scopo, in fondo la medicina più amara non è quella che fa più bene?
Ci ero andato una sola volta in un giornata nuvolosa e afosa e non mi aveva impressionato più di tanto, forse anche per l’arrivo a Passo Tanamea che, diciamolo, non ha questa grande attrattiva paesaggistica, però ricordo qualche bel tratto di sentiero e un giro così così è quello che mi serve oggi. Lascio a casa il Reign X e carico in auto la front in acciaio 1×9, con questa la salita su asfalto da Uccea a Sella Carnizza è un piacere, con la forcella bloccata sembra di pedalare una rigida e le gomme da 2″ pompate a 3 atmosfere girano agili. Alla sella giro a sinistra per la chiesetta di S. Anna e arrivo alla Piazza degli Antichi Ghiacciai, che sarebbe poi lo spiazzo sterrato davanti alla chiesa: ci può stare, questo è il posto paesaggisticamente più bello dell’intero percorso e merita una sosta prima di affrontare la seconda metà della salita da fare tutta a piedi spingendo la bici, è il sentiero 727 che porta alla Bocchetta di Zaiavor e scende poi a Tanamea. Neanche a farlo apposta, mentre salgo, più l’ambiente si fa aspro e severo più il cielo s’ingrigisce, arrivato alla bocchetta il panorama sul versante di discesa è uniformato al colore del cielo, Musi style, e i nuvoloni in avvicinamento mi fanno decidere per una rapida discesa. E se in salita avevo goduto dell’agilità della bici, ai primi tornanti sassosi e ai primi gradini di roccia il passare da 170 a 0 mm di escursione alla ruota e dalle Minion da 2,5″ alle Larsen di 2″, beh, la cosa mi ha fatto un certo effetto, solo che il sibilo è quello dei freni da 160 messi a dura prova. Prese le adeguate contromisure, scendendo coiè a piedi nei passaggi tossici, riesco però anche a divertirmi nei lunghi tratti flow con terreno compatto e fogliame secco, terreno ideale per la front, certo che arrivare a pensare che l’acciaio assorba come un carro ammortizzato è una stronzata che mi segno mentalmente di non dire e pensare mai più, ma ogni tanto va bene ridimensionarsi e affrontare i sentieri di montagna by fair means.

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Giulie in autunno

L’autunno, con il freddo e le giornate limpide, porta con sè anche la scimmia dell’upgrade ragionato, visti gli sconti consistenti sui componenti in tutti i negozi online. Decido che è venuto il momento di investire nella front, un set di mavic crosstrail tubeless per alleggerire la bici e un kit 1X9, cassetta 11-34 e deragliatore posteriore, per renderla meno radicale e più versatile. Montato il tutto alla bell’e meglio mi vien voglia di provarla subito, e quando dei miei amici non-biker mi invitano ad una camminata in montagna prendo i classici due piccioni con una fava, per accompagnarli e per testare il mezzo, tanto la salita al bivacco Battaglione Gemona è da fare tutta a piedi, ma non è lunga e la discesa è discretamente divertente, se ricordo bene dalla prima e ultima volta che l’ho fatta otto anni fa. La gitarella domenicale, 500 metri di tranquilla camminata in relax sparando cazzate con gli amici, si è rivelata piena di piacevoli sorprese: il clima, inospitale a Sella Somdogna e invece mite in quota grazie all’inversione termica; il posto, spettacolare balcone panoramico sul Montasio, Nabois e la Val Dogna e giustamente frequentato dagli escursionisti, ed escursioniste 😉 , il sentiero di discesa, di soli 2 km e 500 metri di discesa, ma qualitativamente di tutto rispetto e molto divertente, e infine la bici, perfettamente a suo agio nei tornantini della mulattiera di guerra e nel sentiero coperto di foglie secche nel bosco. La riscoperta della front, agile da spingere in salita e docile al punto giusto quando le viene richiesto. Ovvio che l’andatura in dicesa sia più rilassata, ma piuttosto che un punto a sfavore, mi sembra una salutare boccata d’aria fresca, una specie di slow burn contrapposto allo spinning nevrotico. E allora anche una gita modesta, nei numeri, diventa inaspettatamente entusiasmante.

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