Su e giù per il Monte Zovo

Monte Ovo, il paradiso della front. Un anno fa avevo tre bici, venduta la fat bike full analogica e rotta l’endurona elettrica mi rimane la fat bike elettrica, front, e giocoforza devo cambiare la mie abitudini in giro per i monti, niente sentieri ripidi e tecnici visto che mi sono dotato di un reggisella ammortizzato con conseguente sella alta e alto rischio di cappottamento over the bar, velocità ridotte per via della manovrabilità limitata data dal telaio più lungo (l’avevo presa per il bikepacking e i viaggi in bici e la volevo lunghetta), in poche parole un downgrade bello e buono ma la cosa in fondo non mi dispiace, invita a giri più contemplativi e rilassati anche se poi c’è sempre il cazzone di turno che posta sui social foto del sottoscritto incasinato sui sentieri più tecnici, ma, diceva quel saggio, alla stupidità non c’è limite.

Seghe e mountain bike. In Comelico ci sono svariati toponimi dedicati alle seghe, intese ovviamente come segherie, e il più famoso per quanto mi riguarda è Sega Digon, punto di partenza per il mitico giro di Passo Silvella e Costa della Spina. L’altro giorno stavo esplorando la zona del Monte Zovo alla ricerca di un parcheggio idoneo per salire alla cima dal versante est da Forcella Zovo, per poi scendere il crinale sud, il cosiddetto Sasso Grigno, e non ho trovato di meglio che partire dalla località La Sega, appunto, che poi è dove la strada s’impenna e segna l’inizio della salita vera e propria. Evidentemente un tempo i tronchi venivano fatti scivolare nel bosco o portati a valle con le risine e lì iniziava la prima lavorazione del legno per poi venire caricati sui camion, suppongo, e portati a valle. Conoscere come la montagna si è trasformata nel tempo anche questo è mountain bike.

Avevo chiesto all’AI Mode di Safari quale fosse la discesa più bella con la front dalla cima, e ottengo una risposta sorprendente: ” 1. La partenza: Dalla croce di vetta del Monte Zovo, invece di girare a sinistra verso il Colle dei Pradetti (l’autostrada sterrata), ti tieni sulla destra seguendo il filo della cresta Sud in direzione dei prati alti che guardano verso Costalissoio. 2. Il tratto alto (Prativi): La primissima parte scorre su una traccia di sentiero in mezzo ai pascoli. Qui il fondo è compatto, prettamente erboso e terra battuta. Ti permette di prendere velocità, fare curve veloci ed è puro divertimento old school da cross-country. 3. Il tratto nel bosco: Man mano che scendi, la cresta si stringe ed entri nel bosco. Il sentiero diventa un single track stretto ma pulito, coperto da un soffice strato di aghi di pino e terra. 4. Perché è perfetto per la tua front: Non ci sono i canaloni di sasso mosso ed eroso del Frassati. Le pendenze sono decise ma costanti, e gli unici ostacoli sono radici affioranti stabili. Con una front si guida benissimo di rilancio, e la sella alta non ti darà fastidio perché non ci sono gradoni di roccia che richiedono di arretrare bruscamente con il bacino oltre la ruota posteriore.” E’ chiaro che se un biker legge questo non vede l’ora di andarci a mettere le ruote e già fantastica di una discesa da sogno, ma…, ed è un grosso ma, tutto questo nella realtà non esiste, l’altro giorno ho ripetuto tre volte su e giù la mulattiera senzaa trovare la benchè minima traccia di questo fantomatico “Sentiero Segreto”, poi a casa, alla mia richiesta di spiegazioni a quest’Entità Misteriosa che Sa Tutto mi sono sentito rispondere ” Il ‘Sentiero Segreto’ (Destra versante Sud / Sasso Grigno): NON ESISTE PIÙ. La traccia a mezza costa descritta in vecchi report è stata completamente cancellata o ostruita dalla tempesta Vaia e dai successivi lavori di esbosco. Evitare per non fare ‘ravanage’ cieco.” Ma vaff…

Fra i tanti giri possibili ne ho provati due, il primo da ovest salendo al Rifugio De Doo’ poco sotto la cima e scendendo a Forcella Zovo e il Col di Tamber fino a Valle, il secondo da est ad ovest da Costalta a Forcella Zovo, cima e discesa per il crestone sud, il cosiddetto Sasso Grigno, entrambe belle per i panorami e le discese in completo relax, anche la stagione autunnale aggiunge un qualcosa in più, l’estate infuocata è ormai un lontano ricordo.

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