Sella Bieliga

Superclassica adatta ai principianti della mtb, tutta su stradine asfaltate, cementate e sterrate senza neanche un metro di singletrack ma che ha dalla sua l’incomparabile bellezza ambientale e i panorami stellari sullo Jof di Montasio, l’ho rifatta di recente come “ripiego” dopo un assaggio del sentiero 601 che scende a Pontebba da Casera Jeluz tutto fuorché invitante, e allora ho deviato per il più soleggiato e accogliente versante della Val Dogna anche per un altro valido motivo: mi sono ricomprato una Pana FZ1000 usata, già avuta in passato, e volevo testare il 590mm sulle torri del Montasio e direi che ne è valsa la pena, e per quelli che in montagna fotografano col cellulare la mia più sincera, autentica, buddistica compassione.

Front is back

Il fall out del giro in Dalmazia fa ancora il suo effetto se la domenica mattina, sceso in garage, la mia preferenza va alla front per una gita facile e panoramica, lunga abbastanza da riempire tutta la giornata, soste fotografiche comprese. L’idea di ripetere una straclassica degli anni ’90, trasformata oggi in escursione per SUV vista l’asfaltatura abbondante e sconsiderata, sto parlando della traversata di Sella Bieliga da Pietratagliata alla Val Dogna, mi era venuta qualche tempo fa da una foto vista addirittura su Pinbike, la bibbia del freeride ammerigano: una foto scattata a Whistler Mountain mi ricordava stranamente i prati in veste autunnale sopra Sella Bieliga, quasi che, girando il mondo, ti possa capitare di trovare posti simili a quelli che hai dietro casa. Forse è solo una questione d’immaginazione, resta il fatto che il potere evocativo della fotografia è indiscusso e può capitare di fare lo zaino e intraprendere un viaggio solo per vedere determinati luoghi visti in foto.

La traversata di Sella Bieliga, priva di qualsiasi difficoltà tecnica, richiede comunque un certo impegno fisico vista la ripidezza della salita e la lunghezza complessiva di 32 km per 1200 metri di dislivello, è consigliabile nelle limpide giornate di inizio autunno per poter ammirare il Montasio dalla migliore visuale possibile, e con la front la discesa è anche divertente, compreso il lungo tratto asfaltato della Val Dogna a traffico zero. Una domenica rilassante all’insegna del downgrade totale, perché, alla fin fine, I don’t like complications, the same in mountainbiking.

😉

Giulie in autunno

L’autunno, con il freddo e le giornate limpide, porta con sè anche la scimmia dell’upgrade ragionato, visti gli sconti consistenti sui componenti in tutti i negozi online. Decido che è venuto il momento di investire nella front, un set di mavic crosstrail tubeless per alleggerire la bici e un kit 1X9, cassetta 11-34 e deragliatore posteriore, per renderla meno radicale e più versatile. Montato il tutto alla bell’e meglio mi vien voglia di provarla subito, e quando dei miei amici non-biker mi invitano ad una camminata in montagna prendo i classici due piccioni con una fava, per accompagnarli e per testare il mezzo, tanto la salita al bivacco Battaglione Gemona è da fare tutta a piedi, ma non è lunga e la discesa è discretamente divertente, se ricordo bene dalla prima e ultima volta che l’ho fatta otto anni fa. La gitarella domenicale, 500 metri di tranquilla camminata in relax sparando cazzate con gli amici, si è rivelata piena di piacevoli sorprese: il clima, inospitale a Sella Somdogna e invece mite in quota grazie all’inversione termica; il posto, spettacolare balcone panoramico sul Montasio, Nabois e la Val Dogna e giustamente frequentato dagli escursionisti, ed escursioniste 😉 , il sentiero di discesa, di soli 2 km e 500 metri di discesa, ma qualitativamente di tutto rispetto e molto divertente, e infine la bici, perfettamente a suo agio nei tornantini della mulattiera di guerra e nel sentiero coperto di foglie secche nel bosco. La riscoperta della front, agile da spingere in salita e docile al punto giusto quando le viene richiesto. Ovvio che l’andatura in dicesa sia più rilassata, ma piuttosto che un punto a sfavore, mi sembra una salutare boccata d’aria fresca, una specie di slow burn contrapposto allo spinning nevrotico. E allora anche una gita modesta, nei numeri, diventa inaspettatamente entusiasmante.

IMG_2182.png

IMG_2199.png