Uorsic

Non è una vera cima, piuttosto una collinetta a quota 966 metri con i bunker interrati un tempo “a difesa” del confine orientale, però ogni inverno appena nevica mi attira per il bel sentiero che scende a Calla, continua in saliscendi alla chiesa di S.Andrea e s’infila in un’antica mulattiera lastricata in picchiata giù a Goregnavas ed Erbezzo, saranno 500 metri in tutto ma con la neve fresca è un vero spettacolo, a chi piace il genere beninteso e a me piace da matti, vietato ai minori di 3″. Gita non adatta a chi va di fretta, qua non servono ginocchiere e paragomiti tanto se cadi nella neve fresca non ti fai niente, piuttosto un paio di  Salomon in goretex perché le Five Ten tengono un’oretta e poi s’inzuppano, un piumino leggero per le soste, la GoPro e naturalmente, da quest’anno, il Mavic.

Per arrivarci ci sono due possibilità: salire a Montefosca e poi tagliare il fianco Ovest dello Joanaz su forestale di solito tracciata dai fuoristrada oppure aggirando da Sud il Craguenza per la strada che poco sopra Zapatocco porta a Cocianzi, passa Cedermas, arriva sul crinale sud del Craguenza da dove si prosegue per asfalto a Tamoris e alla casermetta militare dove finisce la strada trenta metri sotto la cima.

Se alla fine vi viene fame potete sempre fermarvi a Loch e sfamarvi con la gubana che porta lo stesso nome di un paese attraversato in bici la mattina. Quale? Beh, sta a voi scoprirlo, non posso mica dirvi tutto.

154, play it again!

 

Il sentiero CAI 154 è l’antica mulattiera lastricata che da Cercivento sale allo Zouplan, vedi sotto alla voce “Tenchia Connection”, ma è anche il titolo di uno dei più belli tra gli album della new wave inglese fine anni ’70 a nome Wire, giusto per chi non lo sapesse… E quale migliore discesa in mtb sulla neve se non questa,grazie alla strada asfaltata che sale fino ai 1500 metri e spesso è transitabile fino ai 1000 anche in pieno inverno, con il sentiero che attraversa in più punti la strada in modo che, a seconda dell’innevamento, si può decidere sul momento dove girare le ruote verso valle. Ieri sono riuscito a pedalare fino ai 1050 metri, per poi continuare a piedi e raggiungere i 1400 metri grazie anche al sentiero battuto dai proprietari di una delle baite del posto, due ore e mezza di salita a fronte di una discesa di 800 metri fino a Cercivento, per metà bellissima su neve, per l’altra metà su mulattiera lastricata e insidiosetta per il ghiaccio sotto le foglie, sempre comunque divertente se affrontata con un po’ d’attenzione (e con le protezioni), non male per un uscita in pieno inverno!

E gli sci? Quelli possono aspettare ancora un po’.