Su e giù per lo Joanaz

Secondo capitolo della serie “Su e giù per il <nome della montagna>” stavolta dedicato a questo piatto ma pittoresco cimotto delle Prelati Giulie che rappresenta la prima elevazione di 1000 metri sopra la pianura friulana, per noi udinesi è la prima “montagna” a portata di mano.

Ingredienti:

1) un inverno con pochissima neve, ideale per i single track della zona;

2) le limpide giornate di gennaio con luce fin quasi le 5;

3) 3 chili abbondanti di attrezzatura fotovideo lasciando a casa anche tanta roba;

4) una mtb adeguata con gomme serie come le Hairoller, non come quelle ciofeche di Hans Vapore o Meri Fangose;

5) tanto tempo per provare nuove inquadrature e nuove soluzioni, sconsigliato farsi accompagnare da xcrountristi o enduristi, anzi, sconsigliato farsi accompagnare proprio;

6) la musica dei Causa Sui in auto  nel viaggio di avvicinamento e soprattutto al ritorno, in modalità evvi rotascion.

Il risultato:

 

Rupeitland

Non c’è posto migliore per girare in bici nel tardo autunno delle lande simil carsiche di Casera Rupeit sopra Montereale Valcellina, un bike park naturale con single track quasi perfetti e linee di discesa spettacolari che puntano dritte alla pianura ottocento metri più in basso. L’inverno che tarda ad arrivare diventa l’occasione per ripetere in dicembre questo giro che di solito apprezzo fino a ottobre-novembre, poi nelle annate normali il clima consiglia di spostarsi più a sud. Per i precisini i sentieri in questione sono due: il sentiero MV02 che scende da Casera Rupeit nella parte alta e in basso il sentiero CAI 987 che arriva a Grizzo, la bici la mia Yeti 575, le fotocamere una GoPro 4 Black e una Samsung NX 500 con Samyang 14 mm e Carl Zeiss Jena 135 mm, brano musicale Bugo/La Salita… che fatica ;), Final Cut Pro X per l’assemblaggio video.