Sella Bieliga

Superclassica adatta ai principianti della mtb, tutta su stradine asfaltate, cementate e sterrate senza neanche un metro di singletrack ma che ha dalla sua l’incomparabile bellezza ambientale e i panorami stellari sullo Jof di Montasio, l’ho rifatta di recente come “ripiego” dopo un assaggio del sentiero 601 che scende a Pontebba da Casera Jeluz tutto fuorché invitante, e allora ho deviato per il più soleggiato e accogliente versante della Val Dogna anche per un altro valido motivo: mi sono ricomprato una Pana FZ1000 usata, già avuta in passato, e volevo testare il 590mm sulle torri del Montasio e direi che ne è valsa la pena, e per quelli che in montagna fotografano col cellulare la mia più sincera, autentica, buddistica compassione.

621+620

Sempre in tema di epic trail d’annata eccone un altro e sempre in Val Raccolana che più All Mountain non si può, la traversata dai Piani del Montasio a Patoc sullo spettacolare e lunghissimo sentiero 621 con gran finale sul bellissimo 620 che scende a Chiusaforte. Diciamo subito che anche questo percorso esula qualcosina dai classici giri di mtb, si pedala ma ogni tanto tocca scendere dalla bici, ma non è detto, io l’ho fatto una volta nel 2007 e chissà in che condizioni potrà essere quest’anno. Partendo da Chiusaforte sono quasi 45 km, c’è da spippolarsi tutta la strada di Sella Nevea e a seguire la stradina per i Piani, divertimento assicurato per svariate mezze ore, dopodiché alle casere Pecol, adesso Agriturismo Malga Montasio, inizia la traversata vera e propria su un sentiero sempre spettacolare per le visioni che ci regala e a tratti letteralmente scavato nella roccia, qualche passaggio esposto ma fattibile con attenzione, non sembra finire mai quindi è bene partire all’alba per non far notte, pazzesco il senso d’isolamento unico e irripetibile sulle nostre alpi, alla fine della lunga giornata è un’esperienza che ti cambia la vita di biker, ci sarà un prima e un dopo Piani-Patoc, garantito.

 

The Big Bang Theory

Un giorno d’agosto di tanti anni fa, troppi forse, un amico mi propose di scendere, con le nostre bici da città col portapacchi e il fanale, dai Piani del Montasio al paesino di Piani di là, su un sentiero escursionistico di quelli che frequentavo in quegli anni ogni domenica a piedi con l’entusiasmo del giovane iscritto al CAI. La cosa mi sembrò bizzarra quanto il mio eccentrico amico, ma la curiosità mi convinse a tentare, vista anche la totale assenza di faticose salite per via che si aveva deciso di usare due auto, una da lasciare a valle e l’altra per salire ai Piani. Konrad Lorenz qui avrebbe di che commentare sull’imprinting applicato alla mtb, sottogenere freeride.
L’esperienza fu divertente e nulla di più, con quegli improbabili mezzi meccanici era giusto così, e niente lasciava immaginare un seguito, invece le cose anni dopo andarono diversamente, la prima mountainbike rigida, il passaggio diretto alla full suspended fino al delirio tecnologico di oggi, la compulsione maniacale dell’upgrade continuo. Il mio amico? Mai comprata una mountainbike in vita sua, in compenso io qualche anno dopo avevo la mia prima mtb.
Per la cronaca la discesa dai Piani del Montasio è consigliabile anche oggi come giretto di 800 metri di dislivello con partenza dalla Val Raccolana. Itinerario: parcheggiata l’auto all’agriturismo Campo base Alpi Giulie si sale per la strada asfaltata a Sella Nevea, si prende la sterrata per Casere Cregnedul di sopra dove si continua quasi in piano per la panoramica Via delle Malghe fino alle Casere Pecol. Il sentiero di discesa è il 622, segnalato e non particolarmente difficile, tranne un breve tratto franato, attrezzato con un cavo e da fare con la bici a mano. Arrivati a Piani di Là si segue la stradina asfaltata a sinistra passando per la frazione di Pianatti e in breve si scende sulla destra al parcheggio.