Post Mount(ain)

Premantura è un caratteristico villaggio all’estremità sud dell’Istria: passate le ultime case si entra nella penisola di Kamenjak, diventata Parco Naturale, lunga sei kilometri e larga uno, con qualcosa come trenta km di baie e spiagge di ciotoli o scogli che ne fanno un posto di straordinaria bellezza e integrità ambientale, da impressionare anche il più fanatico dei montanari. Le strade di accesso sono naturalmente sterrate, e molto polverose nelle estati secche, ma il fatto più interessante per un biker è la rete di sentieri che costeggia il mare, con le belle pinete da una parte e le scogliere o le spiagge dall’altra, perfette per una pedalata stile cazzeggio con la mountainbike. Oddio, forse il termine “mountain” qui andrebbe rivisto e aggiornato, forse sarebbe meglio parlare di marine xc, o postmountainbike. D’altronde, sappiamo tutti che questo sport è nato in prossimità del mare.
Un fatto è certo: girare in questi posti con la front single speed è semplicemente fantastico, i dilsivelli sono ridicoli, ma i passaggi sulle rocce ed i panorami sulle scogliere non sono da meno di una uscita dolomitica, chiedetelo a tutti i tedeschi che passano di qua in bici, ordinati e silenziosi come solo loro sanno fare.

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100 km senza smettere di pedalare

UNO è, si sa, il numero perfetto: abbiamo 1 cuore solo, 1 cervello,  anche l’UNIverso è 1. Perchè allora non applicare il concetto anche alle bici, assemblando una bicicletta con 1 solo rapporto, più o meno universale,  dalle linee essenziali e senza quella bruttura estetica che risponde al nome di DERAGLIATORE. Ah, sì, l’hanno già fatto: si chiamano single speed e fixed, le prime con la ruota libera e le seconde col pignone fisso tipo le bici da pista, e sul web c’è un fiorire di siti e blog dedicati da far paura. E così, un po’ stufo del mondo all mountain e dei suoi riti domenicali (zaino da preparare, caricamento bici e bagaglio in auto, viaggio di avvicinamento in autostrada, salita sfiancante con 8 kg fra protezioni, viveri, macchina fotografica, etc., alla fine discesa gratificante ma ripetuta troppe volte), ho voluto provare a convertire una vecchia bici da strada semiarruginita e  dimenticata in un garage di un amico per dargli una nuova vita, da bici fissa. Spesa totale: circa 300 euro, pari ad una sola Mavic SX.

All’inizio partire da casa con un mini zainetto e questa bici così leggera sotto il sedere mi è sembrata una cosa veramente spiazzante, mi sembrava di essere SENZA QUALCOSA. La guida, poi, tutta particolare con quell’obbligo di PEDALARE SENZA SOSTA, pena un bel cappottamento in avanti, e SENZA CAMBIARE RAPPORTO, lo scivolare veloci e leggeri sull’asfalto che prima con le Minion voleva dire solo sofferenza:  beh, in fatto di attività ludiche è stata la scoperta più bella dopo la mtb tanti anni fa, non sarà la bici adatta alle montagne,  ma sui saliscendi del Friuli a ridosso delle Prealpi è uno spettacolo. E non solo per fare un giretto la sera, visto che oggi mi son fatto i miei primi 100 km con la fissa: ho preso la pioggia, calda ma sempre bagnata, sono dovuto scendere dopo 70 km su una salita di 4 km piuttosto ripida, sono arrivato davanti ad un bar chiuso per ferie quand’ero rimasto senz’acqua, però è stata una delle più belle giornate di bici della mia vita, non la dimenticherò tanto presto, come non dimenticherò il cartello indicante “Cividale 1 km” , a significare l’ultimo kilometro dei 103 di oggi!

Bicidimont si è preso una meritata vacanza, adesso è MONOman 😉

Itinerario: Cividale del Friuli-strada del tiro a segno-Sanguarzo-Ponte S.Quirino-Vernasso-Oculis-Biaicis-Tarcetta-Lasiz-Cicigolis-Podvarschis-Loch-Stupizza-Robic-Caporetto-Ponte di Napoleone-Ladra-Kamno-Volarje-Gabrje-Tolmino-Volče-Čiginj-Podsela-Doblar-Ročinj-Kanal-Deskle-Plave-Gonjače-Šmartno-Dobrovo-Vencò-Craoretto-Spessa-Cividale.

(102 km, 720 metri di dislivello, 5 h 30′ totali)

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