Kolovrat

Come fosse un pellegrinaggio quest’anno è d’obbligo una capatina sul Kolovrat visto che cade il centenario della tristemente famosa disfatta di Caporetto e dell’altrettanto famosa avanzata di Rommel e delle sue truppe a partire da questo sbarramento naturale sulla pianura dell’Isonzo considerato all’epoca inespugnabile, poi si sa come andò a finire. E’ un giretto corto, partendo da Drenchia, ma di grande interesse storico, un po’ di cultura non fa male, molto panoramico e anche divertente nelle corte giornate invernali, se c’è neve ancora meglio giusto per slaidare allegramente un po’ a destra e un po’ a sinistra. Il Sentiero della Pace che corre sul piatto crinale di domenica è piuttosto frequentato quindi meglio andarci via per la settimana, da evitare anche il troj che dal bivavcco Zanusso torna a Passo Solarie, un sentiero che vorrebbe essere una discesa ma che discesa non è, decisamente meglio quello che scende senza esitazioni alle case di Drenchia.

Non sempre giro corto vuol dire scarso, portatevi un tele decente e perdete un quarto d’ora a fare foto che la vista sul Krn vale da sola il biglietto.

Il Rosso E Il Nero

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Si avvicina settembre, il mese più bello per fare mtb, niente afa insopportabile, niente merenderos a invadere i sentieri alla moda, giornate più limpide ideali per le foto ma ancora calde a sufficienza per non vestirsi troppo, insomma, troviamo tutti i presupposti per i grandi giri alpini, anche in zone, ehm, vietate alle bici, alla faccia degli politicologisti 😉 Il Monte Nero, anzi Krn, risponde perfettamente ai requisiti appena elencati, è la gita impegnativa da fare alla fine dell’estate quando si è ben allenati, magari portandosi con un’auto alle Planina Kuhinja per addolcire il dislivello che è di 2000 metri complessivi, anche perchè sui 1100 restanti di salita 700 sono da fare bici a mano sulla mulattiera italiana che sale alla sella fra Monte Nero e Monte Rosso. Qui si può anche salire alla cima omonima, un vero museo all’aperto della prima Guerra Mondiale che merita una visita. La discesa a Tolmino, più che discesa propriamente detta, in realta’ è una grandiosa traversata su un altopiano carsico di lunare bellezza nella prima parte e a seguire la spettacolare mulattiera tagliata nella roccia che segue fedelmente la via austriaca di rifornimento delle truppe “nemiche” del Krn Lager, per poi scendere dalla Planina Dobrenjscica alle sogenti del Tolmino come nell’itinerario già descritto nel mio post precedente “La mulattiera sospesa”.

Più che una gita in mtb è un viaggio nella storia che andrebbe fatto almeno una volta nella vita. Unica raccomandazione: evitare i giorni festivi perché si tratta pur sempre di un parco e anche se per molti biker sloveni è quasi una classica, il rispetto per l’ambiente e gli escursionisti non deve mancare.