COLOrVRAT

C’è qualcosa di nuovo oggi nell’aria, anzi di nuovissimo e super tecnologico, è il Dji Spark, il mini drone che puoi comodamente portare nello zaino durante una gita in mtb e visti i primi risultati destinato a mettere in crisi tutta la famiglia delle GoPro e simili. Per testarlo a dovere son tornato sul Colovrat esattamente cento anni dopo l’impresa rommeliana percorrendo inizialmente il classico giro allestito dalla Premiata Ditta Paolo: partenza da Clodig, su a Drenchia e passo Solarie continuando per il Sentiero della Pace sul crinale piatto della montagna per godersi il panorama superbo e finire in bellezza con la fantastica, anche se corta, discesa da Livske Raune a Topolò. Discesa che si può anche guadagnare partendo da Cepletischis, via Polava e Livek giusto per completare la visione d’insieme, oppure per chi ama ravanare un po’ salendo da Clodig al passo San Martino, da qui per la mulattiera lastricata fino alla Bocchetta di Topolò e poi per sentiero striminzito ma segnalato a Livek/Luico in leggera discesa.

Ho passato quattro mezze giornate in questi posti e non mi sono mai annoiato, sarà per i colori dell’autunno, l’aria frizzante, il sole che a mezzodì scalda ancora e lo Spark che ti regala l’illusione di volare sopra gli alberi, beh, sì, è stato un’ottobre eccezionale.

GoPro Is Dead.

 

Kolovrat

Come fosse un pellegrinaggio quest’anno è d’obbligo una capatina sul Kolovrat visto che cade il centenario della tristemente famosa disfatta di Caporetto e dell’altrettanto famosa avanzata di Rommel e delle sue truppe a partire da questo sbarramento naturale sulla pianura dell’Isonzo considerato all’epoca inespugnabile, poi si sa come andò a finire. E’ un giretto corto, partendo da Drenchia, ma di grande interesse storico, un po’ di cultura non fa male, molto panoramico e anche divertente nelle corte giornate invernali, se c’è neve ancora meglio giusto per slaidare allegramente un po’ a destra e un po’ a sinistra. Il Sentiero della Pace che corre sul piatto crinale di domenica è piuttosto frequentato quindi meglio andarci via per la settimana, da evitare anche il troj che dal bivavcco Zanusso torna a Passo Solarie, un sentiero che vorrebbe essere una discesa ma che discesa non è, decisamente meglio quello che scende senza esitazioni alle case di Drenchia.

Non sempre giro corto vuol dire scarso, portatevi un tele decente e perdete un quarto d’ora a fare foto che la vista sul Krn vale da sola il biglietto.

Sentiero 747

Provati anche i primi 15 km del Sentiero 747 dopo i quasi 4 km testati domenica scorsa: preso dall’inizio, tabella CAI appena fuori Clabuzzaro, ha il primo tratto un po’ sporco e piuttosto tortuoso e uno già pensa male, invece dopo la salita del monte Verh si comincia a ragionare e le cose tornano al loro posto, sentiero facile e bello alternato a mulattiere sempre pedalabili e comode forestali con solo qualche breve intermezzo asfaltato. L’unica salita ripidissima da fare a piedi è quella del Cum, 270 metri di dislivello con la parte finale sfiancante, ma ne vale la pena per la bella discesa in direzione Tribil di sopra. In cima c’è ancora la baracca dove pare si divertissero quelli della Gladio, e io che pensavo che “Stay Behind” fosse riferito al buttare il culo indietro in fuorisella nelle discese in mtb ;).

Per farlo tutto in giornata sarebbe utile piazzare un’auto alla partenza e una all’arrivo, dovrebbero essere 25-28 km e forse 1000 metri di dislivello nei vari saliscendi fino a Castelmonte, ottobre-novembre i mesi probabilmente più adatti. Dopo il mitico 749 del Matajur questo è un altro numero da tenere a mente.

Brina sui prati la mattina

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San Volfango
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Al monte Cum si sale a piedi

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Spingere!
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In cima c’e ancora la baracca-nascondiglio della Gladio
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Perfect troj

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Clinaz e il suo accogliente guardiano
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Discesa dal Fortin
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Il 747 piace anche ai motars
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Un’altra grande giornata di mtb portata a casa