Cima Bella, Sagran & Sella Bistrizza

 

La Cima Bella è una classica dello sci alpinismo d’inverno, salirla con la ebike è una figata.
Il largo crinale d’erba è tutto per me oggi.
E’ bello arrivare in cima alla Cima Bella.
L’alpeggio sul versante nord della montagna si raggiunge per un sentiero poco appariscente.
Perché seguire la strada se c’è un bel troj più divertente?
This is freeride.
Noie meccaniche per un banale ramo fra i raggi: gabbia del cambio piegata di brutto.
Si sale per il 403 all’ampia sella erbosa fra il Sagran e lo Starhand.
Sul sentiero pedalando in salita, eh già, mica a piedi come una volta :).
L’arrivo in sella sotto un sole cattivissimo.
Il sentiero 403 s’infila nel bosco.
Me lo ricordavo bello ed è rimasto abbastanza ben conservato dopo un inizio un po’ scavato.
E molla quei freniii…
Fine della seconda discesa alla Sella di Lom.
La traversata del versante nord dell’Osternig è stata da mal di testa: ad un certo punto la forestale termina con questa bella catasta di alberi tagliati, di là c’è una misera traccia di sentiero che finisce nel niente. Anche il sentiero 477 è da evitare, forse, col senno di poi e cartine più aggiornate della Tabacco, bisognava stare più bassi su un’altra strada forestale.
Arrivato in qualche modo a Sella Bistrizza non mi resta che farmi una birra e uno strudel, sì perché ho fatto gli ultimi 150 metri di dislivello a piedi senza più batteria dopo tutto il Turbo di oggi  😦 .
Per fortuna che mi attende una discesa da antologia, mulattiera rettilinea con radici superasciutte da fare tutta d’un fiato.
Si entra nel bosco…
… e si molla tutto!
Peccato rallentare per i pedoni, si scherza, eh!!!
La ragazza mi aspetta a metà tornante, scelta discutibile…
… mi precede per un tratto…
… per poi decidere di fermarsi, grazie signorina!
Il lungo tratto di sterrata fino all’Osteria Al Camoscio è molto frequentato.
Finita! 3 salite, 3 discese, 1500 metri di dislivello in 27 km ravani compresi, in ogni caso un grande giro.

 

East Easy Rider

Remix video di due gite in Val Canale, per la precisione Cima Bella e Acomizza, che guarda caso in tedesco hanno lo stesso nome, Schonwipfel, giusto di fronte alle Alpi Giulie più classiche, Montasio e Jof Fuart in primis. Il titolo mi è venuto in mente ascoltando un vecchio brano di Giulian Cope, non c’entrano Dennis Hopper e Peter Fonda, o forse sì, boh. Non servono viaggi intercontinentali per scoprire l’essenza della mountain bike, basta girare l’angolo di casa e ti ritrovi in un altro mondo, a life less ordinary, e pazienza se l’effetto dura solo qualche ora perché è già una bella avventura.