Bici di campagna

Tra gli effetti secondari del post lockdown c’è anche la poca voglia di guidare l’auto, già per andare al lavoro la mattina ho infranto il mio personale tabù di non usare l’ebike in città, primo perché troppo esagerata per l’uso e secondariamente per non volerla lasciare incustodita per troppo tempo. Alla fine ho risolto con la mia nuova gravel, veloce per girare su asfalto e sterrato, leggera quanto basta per portarla a mano su per le scale del condominio, facilmente securizzabile legandola a pali e portabiciclette in giro per la città mentre nel frattempo il benzinaio frignava di nascosto e il portafoglio (e Greta) ringraziavano, il che non è niente male. Arriva la domenica e in questa Fase 2 potrei benissimo caricare l’endurona in auto e andarmene da qualche parte su in Carnia o nel Tarvisiano ma adesso che ho la gravel mi viene più naturale partire da casa in bici, cosa che in trent’anni di mtb avrò fatto due o tre volte in tutto, e girare per le stradine di campagna o quelle asfaltate meno frequentate alla scoperta delle colline e della pianura friulana d’inizio estate prima che arrivi il clima sahariano di luglio e agosto, è quello che alla fin fine fa la stragrande maggioranza dei ciclisti della domenica, li trovi di sicuro più facilmente in giro per Colloredo di Monte Albano che a Pustigost.

E’ nata così l’idea di una Udine-Pinzano-Udine che per metà avevo già provato con la fissa diversi anni fa ma stavolta in versione gravel per strade bianche e mulattiere di campagna alternate a stradine asfaltate a zero traffico, 40 km all’andata e altrettanti al ritorno, più di 700 metri di dislivello complessivo ma senza vere e proprie salite che con il monocorona mi sarebbero indigeste. Una bella  domenica in bici nella natura con sempre le montagne sullo sfondo in attesa della Fase 3 per una toccata e fuga in Dolomiti e sempre sperando che non ci sia una “Fase IV: Distruzione Terra”, al momento di formiche non se ne vedono.